Leggere i testi
01 Giugno 2020

Nelle galassie oggi come oggi

Quando i poeti fanno cover musicali
Glésaz Sandra

Nel 2001 gli scrittori “cannibali” Raul Montanari, Aldo Nove e Tiziano Scarpa danno alle stampe per Einaudi l’antologia Nelle galassie oggi come oggi. Covers: un’operazione unica nel suo genere, perché contiene cover poetiche di canzoni pop famose. Le note di copertina riportano:

 

Ogni tanto qualcuno torna a domandarsi se le canzoni abbiano dignità di poesie. Di rado ci si chiede il contrario: se la poesia contemporanea abbia impatto emotivo e suggestione pari alla musica popolare della nostra epoca.

Nella musica rock si chiama “cover” una canzone classica, per esempio dei Beatles o dei Rolling Stones, che viene rielaborata in una nuova versione da un altro gruppo. Raul Montanari, Aldo Nove e Tiziano Scarpa rilanciano in campo poetico questa operazione. I tre autori hanno preso una quarantina di celebri canzoni traendone spunto per scrivere altrettanti testi in versi. Le canzoni prescelte spaziano principalmente negli ultimi trent’anni, e coprono generi che vanno dal rock progressivo al punk, dalla techno al pop. Si incontrano cantanti e gruppi musicali come Peter Gabriel, Pink Floyd, Lou Reed, Nirvana, Björk, Massive Attack, David Bowie, Kraftwerk.

Nelle voci armoniche ma distinte di Montanari, Nove e Scarpa, le canzoni fungono da pista di decollo ai versi. Poemetti narrativi, conflagrazioni passionali, fantasia metrica, sentimento e arguzia chiamano in causa tutti i colori della lingua.

 

L’effetto è originale, talvolta straniante, e porta sempre qualcosa in più rispetto al testo d’origine. Prendiamo il caso della visionaria I Zimbra, dei Talking Heads (1979), che riprende a sua volta una poesia dadaista di Hugo Ball, Gadji beri bimba: «Gadji beri bimba clandridi / lauli lonni cadori gadjam / a bim beri glassala glandride / e glassala tuffm I zimbra»…. Questa la rielaborazione di Tiziano Scarpa, intitolata Versi scritti in una biblioteca tarlata:

 

Ti scr vo in una bi lioteca t rlata dai tarl ,

che tar ano la  iblioteca e ne fanno tarli.

I ta li eseguono sé stess , t rlano. Fili  uoti

dent o le cose comp tte dono dive tati  arli, che

vuotano fili  entro le cose compatte che sta no

 iventando tar i. I l gni, le cart . La polv re. Tarlano

noi top , tar ano il loro stesso nome, lo vedi, lo

trasfor ano in t rli (m glio non scriv re il tuo

nome q i

 

Su tutt’altro registro si sviluppa la cover di Enola Gay, degli O.M.D. (1980), canzone ispirata al bombardiere che gettò sulla città di Hiroshima la prima bomba atomica della storia, durante la seconda guerra mondiale. È Aldo Nove, in questo caso, a mettere le mani al rifacimento, anche in questo caso garantendosi un’ampia licenza di manipolazione per un testo che comincia con le parole «Enola Gay, you should have stayed at home yesterday»:

 

Gli uomini che si fanno carini

Per venire ad ammazzarti. Accelerati

Come dei ridolini, su elicotteri

Di celluloide salutano prima

 

Di sganciare la bomba. E di tornare

A casa dalle mogli. E questo è l’uomo,

Lo vedi come a scatti si traduce

In memoria odorosa di esplosioni,

 

Fa ciao con la manina. L’obiettivo

Inquadra questa storia, gli ettogrammi,

Le tonnellate che tornano a terra,

Che si sono baciate, sangue e luna.

 

La critica accoglie la pubblicazione con curiosità, caldi entusiasmi e polemici dissensi:

«Ci immergono in un amnio che è indistinguibile dal mondo stesso. Infatti si porrà un problema centrale su questo libro: è letteratura? Non è letteratura?... Posso soltanto dire che buona parte di Nelle galassie oggi come oggi ha pagine di poesia importanti e che non va sfogliato con la puzza sotto il naso» (Giuseppe Genna, Clarence.com).

«La poesia infettandosi di musica riscopre il gusto, la necessità, il senso di essere ‘forma’ e così fa esplodere nuovi temi e contenuti spiazzanti, si esprime a proposito del mondo, interroga la realtà» (Lello Voce, «L’Unità»).

«L’imbarazzo e il fastidio, di fronte a questo libretto, derivano proprio dal suo evidente conformismo... D’altra parte si tratta di un libro, e dunque vanno letti i testi per quello che risultano. Beh, risultano male» (Maurizio Cucchi, «La stampa»).

«L’evento è che la mitica collana bianca di Einaudi infrange la sua purezza con un libro di poesie che non è di poesie scritte da poeti che non sono poeti. Ma il libro può anche essere letto e goduto...» (Alba Donati, «Il giorno»).

«Un perfetto esempio di contaminazione fra i generi» (Giovanna Toninelli, «L’eco di Bergamo»).

«Un libro di poesie è piombato nel nostro universo bombardato da parole, da suoni che non hanno suono, e in qualche modo i segni ritrovano il significato» (Alessandra C, «Tuttolibri»).

«Le tribù dei mutanti metropolitani dispongono finalmente di un loro manifesto poetico-politico» (Filippo La Porta, «La Repubblica»).

           

Pubblicato nella prestigiosa Bianca di Einaudi, il libro è andato in ristampa dopo pochi giorni dall’uscita, ha venduto quattromila copie ed è diventato uno dei best seller della poesia italiana. Raul Montanari ha scritto: «i poeti ufficiali [...] ci hanno trattati malissimo considerandoci degli intrusi, degli usurpatori eccetera. Il loro punto di vista è rispettabile, però c’è un’obiezione a cui tengo: queste sono davvero poesie. Saranno belle, saranno brutte, saranno pop (dove?), ma sono poesie. Il lavoro sulla metrica e sui formati è rigorosissimo e chiama in causa i capisaldi della tradizione poetica italiana, dal sonetto alla canzone al madrigale, dall’endecasillabo all’ottonario, dalla rima ostinata a quella alterna a quella baciata e così via. E il lavoro sulla parola poetica, sulla retorica, c’è tutto».

 

La novità è che questo libro rappresenta la scrematura di circa cento reading e performance tenuti in tutta Italia. A portarlo in tournée sono gli autori stessi. Covers è un miscuglio tra letteratura e musica, una contaminazione tra spettacolo tradizionale e lettura poetica, propone dei rifacimenti, come avviene abitualmente in ambito musicale, di canzoni famose. Sulla traccia sonora, sulle note delle canzoni originarie, i tre autori hanno costruito un testo originale, personale, completamente nuovo, che nulla ha a che fare con le parole che hanno accompagnato da sempre queste melodie. Per esempio Perfect day (Scarpa) e Heroin (Nove) di Lou Reed, Fearless (Montanari) e If (Scarpa) dei Pink Floyd, Dream a little dream of me (Scarpa) di Louis Amstrong e Ella Fitzgerald, Computer love (Nove) e Trans Europe Express (Montanari) dei Kraftwerk, Barbie girl (Nove) degli Aqua. Nello spettacolo i tre scrittori riproducono in sottofondo la registrazione della canzone a cui il singolo testo si riferisce. Il pubblico ascolta così la musica originaria e, contemporaneamente, le nuove parole proposte, stabilendo libere associazioni tra il ritmo, la melodia, il timbro del brano musicale riprodotto e le immagini e le pulsazioni del brano letto dagli autori. «Era una sensazione simile a ciò che immagino debba provare un vero gruppo musicale, e anche il rapporto con il pubblico prendeva questo sapore», sostiene ancora Montanari.

 

Covers, questo era il nome dello spettacolo, è stato un esperimento, quasi un gioco per i tre autori, unico per genere e non più replicato dopo il 2003, ma che ha dato ulteriore apertura, nuova interpretazione e altra possibilità di espressione alla poesia orale contaminata da linguaggi affini, come la musica. E chissà che questo esperimento non possa essere replicato anche in sede didattica: i ragazzi scoprono il mondo anche attraverso le canzoni e i loro testi, e mettersi alla prova con una cover poetico-musicale può essere un esercizio di grande utilità, uno stimolo per capire meglio le forme della tradizione, imitando e manipolando quelle del presente.

Glésaz Sandra
Operatrice culturale e fondatrice della casa editrice-laboratorio milanese No Reply, che per quindici anni si è dedicata all'interazione fra editoria, musica, video, grafica e fumetti