Notiziario
06 Gennaio 2014

Italo Calvino e i libri degli altri

Appunti a margine di una mostra
Savio Davide

A compimento delle celebrazioni per i novant’anni dalla nascita dello scrittore (Santiago de Las Vegas, Cuba, 15 ottobre 1923), la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ricorda Italo Calvino con la mostra I libri degli altri. Il lavoro editoriale di Italo Calvino, inaugurata lo scorso mese di ottobre e aperta fino al 31 gennaio del 2014. L’iniziativa, che si inserisce nel progetto “In viaggio con Calvino” (promosso dall’Istituto Italiano per la Cooperazione e la Casa dell’Architettura di Roma), intende mostrare agli appassionati e ai semplici curiosi un aspetto di primaria importanza nell’esistenza di Italo Calvino, quello editoriale.

 

Entrato nell’orbita della casa editrice Einaudi già nel 1946, come venditore di libri a rate, Calvino diverrà in breve tempo il protagonista di una stagione che non ha eguali, durante la quale la casa dello Struzzo saprà imporsi come faro della cultura italiana, parlando alle élites intellettuali non meno che a un popolo in cerca di riscatto sociale e morale. Resa grande da personaggi come Natalia Ginzburg, Carlo Levi, Norberto Bobbio, succeduti a padri fondatori del calibro di Cesare Pavese e Leone Ginzburg, la casa editrice trovò in Calvino un animatore instancabile: la mostra esplora alcuni momenti di questa lunga avventura, dalla direzione del Notiziario Einaudi (1952-1959) al varo della collana "I Gettoni" (1951-1958), ideata assieme all’amico e maestro Elio Vittorini, col quale in seguito si occupò della rivista «il menabò» (1959-1967), che seppe ospitare il meglio delle esperienze letterarie più innovative di quegli anni, dalla scrittura industriale alla Neoavanguardia. A partire dal 1971 e fino alla morte (sopravvenuta nel settembre del 1985), Calvino fu responsabile di un’altra collana, da lui battezzata "Centopagine", che si proponeva di recuperare dei testi, anche classici, di agile lettura, venendo incontro alle necessità di un pubblico in trasformazione.

 

A lungo, inoltre, Calvino si occupò della valutazione dei manoscritti che giungevano in Einaudi, indirizzando con gusto e autorevolezza la linea culturale e letteraria della casa editrice. Raccontava di sé: «lavorando in una casa editrice, ho dedicato più tempo ai libri degli altri che ai miei. Non lo rimpiango: tutto ciò che serve all’insieme di una convivenza civile è energia ben spesa». Da questa frase, che riassume come meglio non si potrebbe lo slancio comunitario che muoveva lo scrittore sanremese, verrà estrapolato il titolo dell’epistolario I libri degli altri. Lettere (1947-1981), curato da Giovanni Tesio (Einaudi 1991), dove sono raccolte le missive redazionali inviate da Calvino durante i trentacinque anni in cui, con varie mansioni, l’autore si dedicò all’attività editoriale, che per lui, come si vede, rappresentò a tutti gli effetti un secondo mestiere (se non il primo), fatto di curatele, prefazioni, traduzioni, quarte di copertina.

 

Un’attenzione speciale, nella mostra, viene rivolta all’amicizia intercorsa tra Calvino e la scrittrice Elsa Morante. Si vedano ad esempio queste parole, scritte a proposito dell’Isola di Arturo (Einaudi 1957), romanzo che si avviava a vincere il Premio Strega (un evento cui nella mostra è dedicato ampio spazio): «cara Elsa, ho letto il tuo libro con grande piacere e divertimento e continua sorpresa. Mi piace molto la qualità della tua fantasia, così ricca di continue invenzioni e d’immagini, di piacere della natura e degli uomini, questo tuo immergerti in un mondo quasi visionario di pochi personaggi e sentimenti portati all’estremo e d’un paesaggio essenziale e rendere tutto vero, bastevole in se stesso, con questo condurre il gioco dei personaggi in modo che pare vada avanti da sé, così che comunichi al lettore il piacere che dovevi provare scrivendolo e inventandolo via via sulla pagina» (25 ottobre 1956). Con la finezza critica che gli è usuale, Calvino giunge a concludere l’argomentazione, indicando il punto di forza del romanzo, della scrittrice e forse, in definitiva, di se stesso: «il segreto di tutto è forse questo: che tu credi nel genere umano, ne hai ammirazione, senso della bellezza e eccezionalità umana: un modo raro, oggi, di guardare il mondo».

  

Della mostra, che racconta Calvino attraverso l’esposizione di riviste, prime edizioni, lettere, articoli di giornale, sovraccoperte illustrate, la curatrice Eleonora Cardinale traccia un profilo a questo indirizzo, intervistata dal portale RaiEdu Letteratura.

 

Savio Davide
Curatore del blog Letteratura.it