Esperienze didattiche
04 Marzo 2019

Ciak... si legge!

Due esperienze didattiche per avvicinare alla lettura
Riva Francesca

La professoressa Francesca Riva, docente di materie umanistiche presso la scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Como, condivide sul nostro blog due esperienze didattiche che si possono riproporre anche alla secondaria di secondo grado, semplicemente adeguando la scelta dei testi sottoposti agli studenti: un laboratorio di lettura e la creazione del video-riassunto di un brano tratto dall’antologia in adozione.

 

Credo che l’incontro con i libri della vita avvenga come quello con le persone: capita. Possiamo essere indirizzati o ostacolati nelle letture, ma i libri destinati a segnare le nostre esistenze, attraverso una strana alchimia, ci raggiungeranno comunque. Almeno per me è stato così. Questo accade quando però siamo noi stessi in ascolto, quando abbiamo domande che necessitano di una risposta, perché si legge (e si scrive) per necessità. Certo anche per piacere o per passatempo: però, come i migliori amici, i migliori libri ci soccorrono nel momento del bisogno. La letteratura è una miniera di risposte e di nuove domande, cui ci è permesso di attingere sempre, pure toccando il fondo: basti pensare a Primo Levi e al Canto di Ulisse. Gli incontri (belli e brutti!) accadono; tuttavia, a volte, vanno favoriti (o scoraggiati), soprattutto in una società frenetica e distratta, in cui si comunica virtualmente e non ci si guarda più in faccia.

Sono insegnante presso la scuola secondaria di primo grado e desidererei almeno “preparare” gli alunni agli incontri letterari della vita, fare passare loro il messaggio che, un giorno, nelle pagine sgualcite di un libro, potrebbero ritrovarsi, dopo essersi persi. Durante le mie lezioni, alcune ore sono dedicate alla lettura collettiva, che avviene con le sedie disposte a cerchio: in quella al centro si colloca il lettore, che si alterna; gli altri ragazzi ascoltano, annotano frasi ritenute significative e, al termine di un nucleo narrativo, intervengono commentando in base alle loro impressioni e osservazioni, di solito – ho constatato – legate al vissuto (si immedesimano in una situazione, in un personaggio o in un sentimento).

L’anno scorso (in prima media) ho proposto la lettura di Mio nonno era un ciliegio di Angela Nanetti (Einaudi 2009), racconto tenero e delicato, che ci ha permesso di affrontare i temi della famiglia, della malattia e della morte («Avevo sempre visto che tutti, quando parlavano di un morto, facevano la faccia seria e sospiravano, anche se lo conoscevano appena. Il nonno, invece, quando mi parlava della nonna non era mai triste. – Ma per me non è morta, Tonino: non si muore finché qualcuno ti vuole bene, ricordatelo», pp. 52-53); quest’anno (in seconda media) stiamo leggendo Coraline di Neil Gaiman (il genere, tra il fantasy e l’horror, è stato voluto dai miei studenti), che ci sta offrendo spunti interessanti: dall’impossibilità o dalla falsità di un mondo perfetto (la famiglia del Mulino Bianco!) all’esigenza delle increspature, alla distinzione tra guardare e vedere (suggerita dagli inquietanti personaggi, come «l’Altra madre» e «l’Altro padre», che, al posto degli occhi, hanno cuciti bottoni). È mia intenzione continuare il laboratorio con il libro Cuori di carta di Elisa Puricelli Guerra (consigliatomi da mia nipote di 12 anni), a partire dal quale (i protagonisti, Una e Dan, si scambiano messaggi senza conoscersi) vorrei avviare una corrispondenza epistolare fra i miei alunni e i ragazzi di una classe seconda di un altro Istituto, in cui insegna una collega e amica.

Io non siedo nel cerchio, resto al di fuori, tuttavia intervengo, sollecito e lodo, non dalla cattedra, ma in un angolo della classe, perlopiù vicino alla finestra. Non c’è, in questo, una finalità pedagogica vera e propria: credo che sia espressione della mia personalità discreta, come a dire: «Io ci sono, vi osservo, ma siete voi al centro»… Il laboratorio di lettura (proponibile, con tale modalità, anche alle scuole superiori) è per me un momento davvero bello, in cui sono io stessa a imparare: resto stupita riguardo alla profondità dei commenti, alle frasi scelte (sulle quali io invece avrei sorvolato), e, non di rado, segretamente, mi commuovo: attraverso la mediazione del libro riesco a conoscere i miei alunni, che mi sembrano, in realtà, “grandi”, piccoli uomini e piccole donne, nei loro pensieri di lettori in fieri.

Al fine di creare quell’alchimia giusta, oltre alla biblioteca di classe e alla gara di lettura (organizzata, sul modello della trasmissione televisiva Per un pugno di libri, dalle mie colleghe, che hanno scelto i libri Wonder di R. J. Palacio e Clara va al mare di Guido Quarzo), ho svolto inoltre, tra ottobre e novembre, un’attività con l’obiettivo pure di potenziare le capacità di riassunto e di esposizione orale. I ragazzi si sono divisi spontaneamente a coppie (tranne due gruppi da tre); ho poi assegnato loro dei brani tratti dall’Antologia in adozione (I fili del racconto, Pearson): Il disco di alabastro (da Le memorie dell’acqua) di Silvana Gandolfi; L’ultimo elfo (rid. da L’ultimo elfo) di Silvana De Mari; Atreiu e la Grande Ricerca (da La storia infinita) di Michael Ende; La spada di Shannara (da La spada di Shannara) di Terry Brooks; Bacchette magiche (da Harry Potter) di Joanne Kathleen Rowling; Al suono del corno di Helm (da Il Signore degli anelli) di John Ronald Reuel Tolkien; I consigli di Aristotele (da Aristotele detective) di Margaret Doody; Il caso della domestica perfetta (rid. da Il meglio dei racconti) di Agatha Christie; Il gatto e il cardellino (rid. da Gli arcani di Montalbano) di Andrea Camilleri; La lega dei capelli rossi di Arthur Conan Doyle.

Nella prima fase, così suddivisi, i ragazzi hanno lavorato a scuola: hanno letto il brano, risposto alle domande proposte e individuato le sequenze narrative. Nella seconda e terza fase, hanno proseguito il compito a casa: hanno realizzato il riassunto cartaceo del testo (in base alle indicazioni da me date e agli esercizi svolti in precedenza), consegnatomi infine per la correzione, e poi un video in cui, sempre a coppie, hanno raccontato in sintesi il contenuto del brano, sul modello del “Tutor – Letto per voi” inserito nell’antologia digitale.

I video prodotti non sono perfetti (non si nasce attori e si devono vincere l’imbarazzo e la timidezza!), ma è stato un buon allenamento: li abbiamo mostrati in occasione dell’Open day, con il titolo Ciak…si legge!, utilizzando il classico strumento del clapperboard prima di ogni ripresa, la cui asticella idealmente gli alunni, registi e interpreti, alzano e battono durante i laboratori di lettura.

Riva Francesca
Docente di materie letterarie presso la scuola secondaria di primo grado “U. Foscolo” di Como e Dottore di ricerca in Studi umanistici con un lavoro sul tema: “Il mio libro più caro e più importante”. “L’occhio simile al sole”, romanzo inedito di Luigi Fallacara. Edizione critica.